
Sul clima gli Italiani vogliono meno emergenze, allerte, allarmi e più programmazione
Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli, sulle pagine del Quotidiano Nazionale presenta la ricerca che ha realizzato per la Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali (RENAEL) in occasione del meeting annuale della Rete che si è tenuto a Roma il 7 ottobre.
La crisi climatica ci divide, ma solo a parole. Continuiamo a discuterne come se fossimo di fronte a uno scontro tra ideologie, mentre nove italiani su dieci, trasversalmente, ne avvertono le conseguenze nella propria vita e vedono aumentare ondate di calore, piogge violente e temporali improvvisi. E se ne accorgono eccome. Nelle campagne, quattro su dieci ci dicono anche che, spesso e a lungo, manca l’acqua.
La ricerca che abbiamo condotto per RENAEL, la rete nazionale delle agenzie per l’energia, ci racconta un Paese in cui il clima non ha impatto solo su chi ha subìto le conseguenze di un evento catastrofico, un’alluvione o un incendio, ma anche su chi scopre che il clima modifica il sonno, la salute e la possibilità di stare all’aperto. Uno su due lamenta stanchezza e spossatezza; una quota analoga ormai limite le attività all’aperto. Prima di produrre una nuova coscienza ambientale, il clima sta producendo una nuova stanchezza fisica, che consegna il conto più pesante, ovviamente, ai meno giovani.
Il fenomeno più grave e diffuso lo potremmo definire “rinuncia termica”. Sei italiani su dieci, a causa dell’aumento dei prezzi, hanno rinunciato a riscaldare o rinfrescare la propria casa. Una rinuncia più frequente proprio in quel sud che, in questi mesi (e anche in questi giorni), ha registrato le temperature più alte. Non sono famiglie povere, almeno non in senso tradizionale: sono famiglie che pagano le bollette, ma che abbassano il riscaldamento anche se hanno freddo e spengono il condizionatore anche se hanno caldo.
Di fronte a questi adattamenti guidati da ragioni economiche, la risposta pubblica c’è, ma appare in ritardo. Tre italiani su quattro giudicano insufficiente l’impegno dei Comuni. E allora gli italiani chiedono piccoli accorgimenti: offrire luoghi freschi, ombra e istituzioni capaci di coordinarsi. Meno emergenze, allerte, allarmi, più programmazione. È un plebiscito, ad esempio, in favore dell’idea dei rifugi climatici di quartiere, desiderati soprattutto, comprensibilmente, nelle grandi città.
Altrettanti sono favorevoli a un Ministero del Clima, che convince in particolare i giovani ma attraversa trasversalmente gli elettorati di tutti i partiti.
Allo Stato si chiede capacità di coordinamento; alle agenzie locali per l’energia si chiede di aiutare i Comuni a trasformare gli obiettivi generali in interventi vicini alle persone più fragili.
Guardando a una società che ha già cominciato ad adattarsi modificando consumi e abitudini, anche pagando il cambiamento con la rinuncia al proprio comfort, viene da dire che il problema non è più scegliere quale lettura abbracciare, quanto evitare che l’adattamento resti una fatica individuale e diventi uno sforzo collettivo guidato dalle istituzioni.
Premi

Comune di Sarzana – La scuola sostenibile

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Progetto Efficientamento Energetico Campus Via Campi a Modena

Fondazione E35 - MAISPEMBA - Cities in dialogue for a sustainable, inclusive and integrated urban development

Comune di Livorno - Livorno Simbiosi Industriale

Comune di Bergamo - Sinergia Comunità Energetica Rinnovabile

Comune di Parma - Parma Climate Neutral 2030

Comune di Mantova - Mantova città d'acqua

Roma Capitale - Porto Fluviale

Comune di Forlì - Bicipolitana

Comune di Imola - Infrastruttura verde urbana e mobilità sostenibile / Strategia per nuovi interventi di forestazione

Comune di Reggio Emilia – Piazza del Popol Giost

MASE – Cultura e Consapevolezza
![[speciale] ARERA – La nuova bolletta](https://settimanabioarchitettura.it/wp-content/uploads/2026/04/Comunicare-le-transizioni.jpg)
[speciale] ARERA – La nuova bolletta

Comune di Santarcangelo di Romagna - È FUTURO PRESENTE: TRANSIZIONE CLIMATICA ED ENERGETICA NEI PROCESSI DI RIGENERAZIONE

Unione dei Comuni della Bassa Romagna - Futuro Green 20.30: Twinning for youth
Menzioni
Comune di San Possidonio (MO) – CER di San Possidonio
La capacità di essere un progetto corale che guarda a tutta la comunità
Comune di Scandiano – Comunità Energetica Rinnovabile “La Dragontina”
Per la visione di destinare proventi a progetti di utilità sociale, alla lotta contro la povertà energetica, ad attività educative e ambientali.
Immobiliare Sociale di Open Group – Rupe Fotovoltaica
Uno dei primi esempi in cui un’infrastruttura energetica rinnovabile diventa leva per politiche sociali
Comune di Castelnuovo Rangone (MO) – Nuova Piazza Braglia di Montale Rangone (MO)
Una proposta progettuale in un cuore “urbano” che contiene già il concetto di transizione ecologica nella sua accezione di “passaggio”, trans “al di là” e ire “andare”.
Comune di Piacenza – Partenariato pubblico-privato per la transizione energetica e digitale del Comune di Piacenza
Ad un partenariato pubblico-privato volto ad integrare transizione energetica, trasformazione digitale e sostenibilità urbana in un unico modello di lungo periodo.
Comune di Sassuolo – Sassuolo: percorsi di efficienza energetica urbana
Un progetto supporta il Comune di Sassuolo nell’efficientamento del patrimonio edilizio con un approccio data-driven.
Comune di Campogalliano
La capacità di avviare un percorso partecipativo e il coinvolgimento di soggetti diversi facendo di un intervento di rigenerazione un driver di cambiamento.
Comune di Carpi – Desealing via Roosevelt: corridoio ecologico urbano
La scelta di adottare strategie di Low Impact Development focalizzate su: Adattamento climatico, Mitigazione ambientale, Permeabilità e Sicurezza.
Comune di Cava de Tirreni – Parco “David Sassoli”
Alla capacità rendere il verde pubblico uno spazio più razionale dove vengono garantiti servizi alla città ed ai cittadini
Comune di Forio – Villa La Colombaia
Come esempio di rigenerazione capace di restituire luoghi alla comunità anche con il coinvolgimento di scuole e giovani.
Consorzio Attività Produttive Aree e Servizi – Progetto PUA Santa Caterina a Modena: un distretto produttivo socialmente responsabile
Per l’introduzione dei temi di adattamento climatico nella realizzazione di comparti produttivi integrando sviluppo economico e resilienza climatica
Comune di Bagno a Ripoli
Per l’attivismo sui temi della rigenerazione urbana con attenzione alle sfide della transizione ecologica e climatica.
Città Metropolitana di Milano – Linee Guida per la Transizione Energetica di Città Metropolitana
Al percorso di redazione delle Linee guida per la transizione energetica per sviluppare un’analisi su consumi e produzione di energia e individuare scenari per lo sviluppo e per l’orientamento delle politiche di decarbonizzazione del territorio metropolitano
ENEA con Regione Emilia-Romagna – Energia fatta ad Arte
Per l’uso dell’arte come linguaggio di policy: la PA non comunica solo dati, ma costruisce immaginari condivisi, rendendo la transizione energetica un’esperienza concreta, inclusiva e replicabile.
FERRARA EXPO SRL – REMTECH
Per la capacità di rendere un evento fieristico un hub multimediale capace di connettere esperienze e saperi diversi
Unione Comuni Area Nord – COMUNIcare il PAESC
La qualità del format ad episodi per far conoscere al pubblico più vasto un piano tecnico
Rete EcoDigital
Per la capacità di mobilitare le nuove generazioni sui temi delle due grandi transizioni del nostro tempo, quella ambientale e digitale.
Kontiki – CER Sinergie
Elemento distintivo è il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni nella governance, comunicazione e sviluppo, trasformandole in protagoniste del cambiamento.
Futuro Verde A.P.S.
Per la capacità di promuovere eventi di azione e sensibilizzazione ambientale e di mobilitare le nuove generazioni verso nuovi modelli culturali.