I cambiamenti climatici, i cui effetti stanno segnando sempre di più il contesto nazionale e globale, preoccupano 8 italiani su 10, ma meno di un italiano su due sa cosa si intende per adattamento ai cambiamenti climatici.

È quanto emerge dalla ricerca condotta dall’Istituto Piepoli per RENAEL, la Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali e presentata da Livio Gigliuto, Presidente dell’istituto di ricerca, durante l’ultima edizione di “Renael Green Horizon” l’appuntamento annuale organizzato dalla Rete e dedicato – quest’anno – all’adattamento dei territori al cambiamento climatico.

L’idea di adattamento è interpretata in maniera abbastanza corretta dalla maggioranza degli italiani: il 42% lo associa alla necessità di modificare città, territori e infrastrutture per ridurre gli impatti dei fenomeni climatici estremi.

Solo il 38% lo collega ai cambiamenti dei comportamenti quotidiani. Tra chi ha scelto di modificare i propri comportamenti per dare il proprio contributo alla neutralità climatica spicca il tema della mobilità (spostarsi maggiormente a piedi e utilizzare il trasporto pubblico).

Plebiscito per interventi di manutenzione preventiva, ma quasi la metà degli intervistati (47%) non è adeguatamente informato sulle politiche per ridurre i rischi degli eventi metereologici estremi nelle proprie città. Un dato che impone una riflessione, sia a livello locale che, per quanto riguarda chi si occupa di comunicazione pubblica e istituzionale.

“L’indagine ci restituisce un’Italia sensibile ma non ancora del tutto consapevole. La sensibilità al tema c’è, ma serve fare un salto in avanti in termini di conoscenza” spiega Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli.